domenica, 20 settembre 2009,15:15
  • tipologia: Rosso IgT

  • provenienza: località Su Baroni, Sant'anna arresi, sulcis iglesiente

  • uvaggio: non pervenuto

  • colore:  rosso rubino intenso, con sfumature granato, denso tanto che la luce non vi passa attraverso

  • profumo: debole, alcoloso

  • sapore: non particolare, leggermente tannico, leggera asprezza persistente

  • gradazione alcolica: 13,5%

  • annata: 2007


 

 Curiosità:
Dalla cantina “Mesa” creata dal celebre pubblicitario Gavino Sanna. I suoi vini son saliti alla ribalta più per la cura estetica del prodotto che per la qualità, anche se mantiene comunque diversi prodotti di ottima qualità che avremo modo di recensire più avanti.

Buona la resa su un territorio non particolarmente portato.

Forse un po' troppo sopravalutati anche a livello di prezzo al dettaglio.

Dall'etichetta:
Primo Scuro unisce i vitigni che più profondamente svelano il carattere forte di quest'isola. Da vigne poste in collina e altre che raccolgono il sole di fronte al mare nasce questo vino deciso che offre profumi e ombra di macchia mediterranea. Racconto di un territorio e una cultura antica da assaporare in una notte scura tra braci ardenti e carni saporite.

 

Andamento in serata:

A conclusione di una giornata di spese con amici, ad accompagnare un pranzo di cucina sperimentale a base di pennette con melone, olive nere e pomodorini...

Il mix di fruttato- salato si è ben accompagnato con questo vino che non ha coperto la particolarità dei sapori.

Voto: 6,45

 

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sabato, 31 gennaio 2009,22:32
  • tipologia: Torbato e Sauvignon, DOC, biancoImmagine

  • provenienza: Tenute Sella & Mosca di Alghero (SS), quadrante di sud -est caratterizzato da suoli leggeri sabbiosi di formazione eolica e calcarei di antiche deposizioni marine.

  • vinificaziuone: Le uve selezionate vengono pigiate con pigiatura soffice, la Breve macerazione, condotta rigorosamente a freddo. Il mosto, chiarificato per flottazione, fermenta a bassa temperatura, per la durata di 20 giorni, in barriques di rovere francese e di acacia, dove, dopo la riunione dei due componenti, si affina per ulteriori quattro mesi.

  • uvaggio: uve Torbato completate da uve Sauvignon

  • colore: cristallino, paglierino carico brillante con anticipazioni di sprazzi dorati

  • profumo: intenso, complesso, pieno, rivela una provenienza da uve surmature con pronunciati sentori di miele di fiori di acacia e ginestra, in presenza di un sottofondo varietale sovrastato da note di legno vanigliato.

  • sapore: morbido, ricco, evidenzia, con immediatezza, una bella struttura accompagnata da pienezza e persistenza. Sensazioni calde con integrazioni vanigliate e un leggero ritorno di toni tostati della barrique, con retrogusto finale di grande pulizia, rievocativo di mare.

  • gradazione alcolica: 13,5%

  • annata: 2006



 Curiosità:
L'internazionale uva Sauvignon viene raccolta a metà settembre, mentre il più tardivo autoctono Torbato, di origini iberica, viene raccolto nella prima decade di ottobre.

La splendida etichetta dal semplice gusto estetico, si chiama “Pennellate parallele” opera di un pittore di cui non siamo riusciti a capire il nome.

Nonostante il prezzo relativamente basso è uno dei migliori bianchi in Sardegna

Dall'etichetta:
E’ il parallelo su cui si trovano Alghero e Barcellona, due città profondamente legate dalla storia,
dagli usi locali, dalla lingua catalana che tuttora testimonia una cultura a lungo condivisa. “Parallelo41” recupera da questo passato la storia di un antico vitigno: il Torbato che i catalani portarono in Alghero e che Sella & Mosca ha preservato da sicura estinzione. Da sempre coltivato nelle terre sabbiose e calcaree, viene oggi proposto con il Sauvignon, vitigno di più recente introduzione, nella produzione di questo vino mediterraneo che, alla freschezza del mare, unisce la solare generosità della terra di Sardegna.


Andamento in serata:

Ottimo vino che ha accompagnato un altrettanto ottimo pranzo di una piacevole e solare giornata di riposo. Le pietanze che alle quali si è accompagnato Parallelo41 sono state tutte all'insegna del mare, da un'insalata di polpo fresco a seppie con sugo e piselli.

A concludere con zeppole, anticipazione delle giornate carnevalizie.

Voto: 8,25

Sito: Sella & Mosca

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lunedì, 12 gennaio 2009,18:22

PERCHE' GUARDARE IL VINO

La prima cosa che dobbiamo fare per valutare un vino è guardarlo. Guardare del vino per valutarne la qualità si chiama tecnicamente "esame visivo". Si svolge in quattro fasi. Prima versiamo il vino nel bicchiere. Dobbiamo riempirlo per circa un quarto, che corrisponde a 50/70 millilitri di vino. Poi portiamo il bicchiere all'altezza degli occhi e guardiamolo in controluce. Abbassiamo quindi il bicchiere e incliniamolo a circa 45° su uno sfondo bianco. Infine, riportiamolo all'altezza degli occhi e facciamo ruotare il vino nel bicchiere. Tutte queste operazioni hanno uno scopo ben preciso: farci valutare i quattro elementi fondamentali che si osservano in un vino, cioè la limpidezza, il colore, la consistenza ed eventualmente l'effervescenza, se stiamo degustando un vino frizzante o spumante. 

LA LIMPIDEZZA
Un vino è limpido quando al suo interno non ci sono "particelle in sospensione", cioè dei
granellini di materiale solido. Oggi la maggior parte dei vini è perfettamente limpida, grazie alle tecnologie che permettono di eliminarne i depositi durante la lavorazione. Se quindi il vino che ci viene servito èvino torbido, significa che c'è qualcosa che non va. Il fatto che ci siano delle piccolissime particelle solide nel vino va bene solo quando degustiamo un vino invecchiato. Per esempio se degustiamo un Barolo di 15 anni, è normale che dopo un lungo periodo di permanenza in bottiglia si siano formate delle sedimentazioni, cioè dei depositi solidi. In questo caso dobbiamo stare molto attenti a scuotere il meno possibile la bottiglia mentre versiamo il vino. Dobbiamo inoltre utilizzare un decanter. Si tratta di una speciale bottiglia in cui si lascia riposare il vino: se ci sono dei sedimenti, durante il travaso rimarranno nella bottiglia. Per definire la limpidezza di un vino, si usano delle parole speciali.
- Velato. Si dice di un vino intorbidito, in cui sono presenti molti granellini di materiale solido. È un difetto.
- Abbastanza limpido. Si dice di un vino leggermente velato, in cui sono presenti alcuni granellini di materiale solido. Se il vino è invecchiato per almeno dieci anni, non è un difetto, ma è consigliabile usare un decanter per far rimanere la parte solida sul fondo della bottiglia.
- Limpido. Si dice di un vino che non contiene depositi.
- Brillante. Si dice di un vino che, oltre a non contenere alcun deposito, riflette bene la luce. Questa caratteristica è tipica dei vini frizzanti e degli spumanti, che riflettono la luce con le loro caratteristiche bollicine.

IL COLORE
Nel valutare il colore di un vino dobbiamo tenere conto di tre cose: la sua intensità, la sua tonalità e la sua vivacità. Per intensità del colore si intende quanto è colorato il vino. Più il colore è pieno, maggiore è la sua intensità. Per esempio, il Montepulciano d'Abruzzo e il Nero d'Avola sono due vini con un colore molto intenso. Con
tonalità si intendono le diverse sfumature di colore dei vini. Le tonalità del colore ci aiutano anche a capire l'età di un vino. Con l'invecchiamento il colore cambia. Per esempio un vino bianco molto giovane tenderà al verde, mentre più vecchio avrà una tinta più dorata. I rossi, invece, tendono al viola quando sono giovani e assumono sfumature sempre più aranciate con l'età. La vivacità del colore, infine, ci fa capire che il vino è sano. Che sia bianco o rosso, il vino deve sempre avere un colore vivace. Se il colore del vino è spento, il vino non è sano. Esaminare il colore del vino è quindi molto importante, perché ci da delle informazioni sulla sua età e sulla sua salute.

I TIPI DI COLORE DEI VINI
La polpa del chicco d'uva è incolore. Il colore del vino dipende solo da alcune sostanze che si trovano nelle bucce. Queste sostanze colorano il vino durante la fermentazione alcolica, cioè nella fase in cui le bucce sono a contatto con il liquido spremuto dalla polpa degli acini. Più il liquido sta a contatto con le bucce, più colorato diventa il vino. Per ottenere i vini bianchi, rosati e rossi si usano delle tecniche di fermentazione diverse, dette vinificazione in bianco e in rosso. La fermentazione in rosso è usata anche per i rosati, ma solamente per un breve periodo di tempo.

LA CONSISTENZA

Nel vino ci sono molte sostanze: acqua (circa l'80%), alcol (dal 9% al 13%), acidi, zuccheri, glicerina e più di 600 altri componenti che danno ai vari vini non solo un colore, un odore e un sapore diverso, ma anche una consistenza differente. Alcuni vini scorrono quasi come l'acqua, mentre altri sono più densi. Valutare la consistenza o fluidità di un vino ci permette di capire se è stato lavorato correttamente e se ha le caratteristiche della sua tipologia. La consistenza di un vino si esamina in due fasi. La prima è il momento in cui si versa il vino nel bicchiere, detta mescita. In questa fase possiamo osservare in che modo il vino scende sul fondo del bicchiere: per esempio, un vino che ci da l'impressione di "scivolare" come una bibita è più fluido di uno che scorre con maggior lentezza. Nella seconda fase bisogna far ruotare il vino nel bicchiere. Si formano così dei cerchi di vino e delle goccioline nella parte alta del bicchiere, detti archetti e lacrime. La formazione degli archetti e delle lacrime è legata alla presenza dell'alcol nel vino. Quando facciamo girare il vino nel bicchiere, un po' rimane sulle sue pareti, formando gli archetti. Quando l'alcol contenuto nel vino evapora, fa aumentare la densità del liquido rimasto, ricco di glicerina o zuccheri, che cade sul fondo del bicchiere perché è più pesante, formando le lacrime. Se il vino è ricco di alcol, di zuccheri e di glicerina, gli archetti sono più fitti e le lacrime scendono più lentamente. Tutto questo è importante perché ci permette di capire quanto un vino è ricco di alcol, di glicerina e di zuccheri e ci da altri elementi di valutazione. Se per esempio compriamo una bottiglia di un vino rosso invecchiato molto costoso e scorre nel bicchiere come se fosse acqua, significa che qualcosa non va. Per poter definire la consistenza di un vino, i sommelier usano delle parole speciali.
- Fluido. È un vino che scorre nel bicchiere in modo molto leggero, quasi come se fosse acqua. È considerato un difetto.
- Poco consistente. È un vino che scorre nel bicchiere con una certa leggerezza, in modo simile a una bibita. È una caratteristica di alcuni vini bianchi piuttosto acidi, poco strutturati e poco alcolici.
- Abbastanza consistente. È un vino che scorre nel bicchiere senza particolare leggerezza. È un vino abbastanza ricco di componenti come glicerina o zuccheri residui e una buona componente alcolica, con circa il 12% di alcol. La maggior parte dei vini si può definire abbastanza consistente.
- Consistente. È un vino che scorre nel bicchiere con una certa lentezza, perché ha un contenuto piuttosto elevato di glicerina, di zuccheri residui e di altre componenti del vino.
- Viscoso. È un vino che scorre nel bicchiere lentamente. È una caratteristica tipica di alcuni vini da dessert passiti. Se si incontra in altri vini è considerato un difetto.

L'EFFERVESCENZA
Un vino è effervescente quando versandolo forma bollicine e spuma. Questo effetto è dovuto alla presenza di anidride carbonica, un gas che si sviluppa naturalmente durante la fermentazione dello zucchero nel mosto o viene aggiunto al vino durante la sua lavorazione. L'anidride carbonica è presente in tutti i vini, ma deve superare i 2 grammi per litro perché un vino sia effervescente. I sommelier dividono i vini effervescenti in due categorie.
- Vini frizzanti. Quando versiamo un vino frizzante in un bicchiere produce bollicine e schiuma, ma poche e poco persistenti. Il contenuto di anidride carbonica dei vini frizzanti è compreso tra i 2 e i 5 grammi per litro. Rientrano in questa categoria, per esempio, il Lambrusco, la Bonarda dell'Oltrepò Pavese e la Barbera del Monferrato.
- Vini spumanti. Gli spumanti contengono molta anidride carbonica, più di 6 grammi per litro, e quando vengono versati formano una schiuma e delle caratteristiche bollicine persistenti, che i sommelier chiamano
"perlage".

IL PERLAGE

Per capire la qualità di uno spumante dobbiamo osservare con attenzione le bollicine di anidride carbonica che salgono in superficie quando lo versiamo nel bicchiere, dette "perlage". Bisogna giudicare le dimensioni delle bollicine, dette "grana", il loro numero e il tempo per cui continuano a svilupparsi, detto persistenza. Più le bollicine sono piccole, numerose e più durano nel tempo, migliore è la qualità del perlage. Un buon perlage, però, non basta a fare un buono spumante: oltre ad avere tante piccole bollicine che rimangono a lungo nel bicchiere, lo spumante deve avere tutte le caratteristiche di qualità che ricerchiamo negli altri vini.

Da RomagnaPolis
La stupenda foto è di Silvia Allegri che ringraziamo infinitamente.
by FollettoPuck | categoria:teoria e tecnica | Link | commenti (popup) | commenti
venerdì, 09 gennaio 2009,15:39
Beh visto che non si era ancora fatto mi sembra sia il caso di postare l'elenco(almeno questo se non le recensioni)dei vini che si è bevuti a capodanno:

VERNACCIA della valle del Tirso, 1998, produzione propria.Vol sconosciuti ma tanti..

PRIMO ROSSO cantine Mesa, 2006, Isola dei Nuraghi IGT, vol 14 %
doverosa la citazione dal retro : "Le nostre uve nascono in una terra che sa far sognare. E questo sogno ha il profumo del sole, il sapore del vento caldo che accarezza i grappoli, la forza del mare. Tesori che le uve catturano e l'uomo lavora con sapienza e passione. Doni preziosi di un'isola che vi invitiamo a scoprire nel modo migliore: sorso dopo sorso, con amici e un buon arrosto.".

BUIO cantine Mesa, 2006, Carignano del Sulcis IGT, vol 14 %
Altra citazione dal retro : "Color d'incendio e bacca nera, silenzio austero di roccia, profumo di vento caldo dal sud, riflessi di forza primitiva semplici e vigorosi come una stretta di mano.".

LE BOMBARDE,cantina sociale Santa Maria La Palma, 2004, Cannonau IGT, vol 13%
Nessuna citazione dal retro. Inutile dire quanto è corposo e intenso questo vino, un ottimo cannonau dal prezzo assolutamente competitivo.

Vini ce n'erano sicuramente degli altri, ma poi i ricordi si fanno meno chiari come potete immaginare.
Lascio lo spazio a chi saprà cantar con miglior plettro, nella speranza di qualche aggiunta..
by FollettoPuck | categoria: | Link | commenti (popup) | commenti
domenica, 28 dicembre 2008,21:03
  • tipologia: Isola dei Nuraghi, IGT, rossoachilea
  • provenienza: Da antiche vigne coltivate nella bassa valle del fiume Tirso nell’Oristanese (Sardegna), su terreni ciottolosi, calcarei, particolarmente adatti alla viticoltura.
  • vinificaziuone: Le uve selezionate vengono pigiate, diraspate e macerate in rosso alla temperatura di fermentazione di circa 26 °C. La macerazione, per favorire una giusta estrazione del colore, viene accompagnata da frequenti rimontaggi e dura circa otto giorni. Una pressatura soffice delle vinacce assicura poi l’ottenimento del mosto fiore che a temperatura di 18°C prosegue fino al termine della fermentazione.
  • uvaggio:  uve Nieddera all’ 80%, uve Bovale e S. Giovese al 20%.
  • colore:  rosso, intenso, brillante
  • profumo: fruttato, forte
  • sapore: intenso, vinoso, pieno
  • gradazione alcolica: 12%
  • annata: 2006

 Curiosità:

Il Nieddera è un vitigno di antichissime origini, la cui diffusione è limitata in Sardegna alla bassa Valle del Tirso, in particolare al territorio dei comuni di Cabras e San Vero Milis, paese da cui proviene questo rosso di Josto Puddu. Quest'uva è stata considerata per lungo tempo in via di estinzione, poi riscoperta e valorizzata.

Attendiamo a breve un intervista con lo stesso Josto Puddu che ci parlerà dei suoi vini.

Andamento in serata:

Buonissimo vino che ha accompagnato una cena post natalizzia a base di carni arrosto, formaggi secchi e altri prodotti tipici della cucina sarda. Ai piaceri del palato si son uniti quelli dell'udito; la cena era infatti in onore dei cori polifonici che si son esibiti a Siamanna (OR), nella chiesa parrocchiale di Santa Lucia, il 27 dicembre. Non essendosi rivelato nessun vino di proprietà di particolare gradimento si è optato per questa fantastica bottiglia.

Voto: 7


Sito: Josto Puddu
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mercoledì, 26 novembre 2008,19:40
Purtroppo è così, bisogna farsene una ragione e pregare per gennaio quando usciranno i vini fatti. Per i novelli è meglio metterci sopra una pietra tombale per quest'anno. Abbiamo ridegustato i tre novelli a cui l'anno scorso avevamo dato buoni voti, ma con scarsi risultati:

Novello 2008, "Primi Frutti" Josto Puddu,
si è sperato addirittura in un problema di tappo, un sapore sciapo con un forte odore di paglia bagnata quasi sgradevole. Come voto non va oltre il 5,5

Non si discosta di molto
Novello 2007, "Antichi Poderi" Jerzu,
praticamente privo di corpo.

L'unico che riesce a oltrepassare la suficienza è
Aniada di Alberto Loi,
che non va oltre il 6,3, comunque molto al di sotto delle aspettative.
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domenica, 16 novembre 2008,09:54
(da Ansa.it)

SIENA - La passione per il vino è cresciuta ed è diventata una vera e propria attività. E' accaduto alla rocker senese Gianna Nannini, ora produttrice di vini Igt. In questa veste, Nannini ha debuttato all' università di Siena nell' ambito di 'Vino e giovani', l' iniziativa rivolta ai giovani tra i 18 e i 30 anni che mira ad un consumo consapevole del vino. La cantante ha presentato i suoi vini, tutti Igt toscani a base di Sangiovese, che nascono nell' azienda di famiglia, la Certosa di Belriguardo. La fattoria è un ex monastero a sette chilometri da Siena. I vini più importanti della Nannini si chiamano "Chiostro di Venere" e "Rosso di clausura", "ma il mio preferito è Baccano, un vino allegro, come le giornate che da bambina passavo tra le vigne". "In giro per il mondo trovo tanta birra e tanti superalcolici. E nonostante i successi dei concerti, per una che l' uva l'ha pestata e che ha dormito dentro le botti, la mancanza del vino è una assenza pesante. Il mio obiettivo? fare un vino che abbia un gusto che lo riporti vicino alla gente".

Dopo Albano e il pubblicitario Gavino Sanna, ora si aggiunge pure lei alle file dei personaggi che hanno deciso di produrre vino. Come sempre l'unico nostro cruccio è che sia vino buono...
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martedì, 04 novembre 2008,17:58

  • tipologia: Isonzo del Friuli Refosco dal peduncolo rosso, DOC 

  • provenienza: Tenuta di Borgo Conventi, situata nell'estremo lembo orientale del Friuli, nella provincia di Gorizia, sulla strada che dal paese di Gradisca conduce a Farra d'Isonzo.

  • Uvaggio: Refosco dal peduncolo rosso

  • Vinificazione: vendemmia manuale, in piccole cassette. Fermentazione con macerazione sulle bucce, parte in tini di acciaio inox, parte in tini di legno, con controllo della temperatura (26°-28°C) per circa 10/12 giorni.Affinamento: Il vino riposa in tini di acciaio inox fino alla primavera successiva, quando viene imbottigliato.

  • colore: Rosso intenso, con sfumature violacee. Con gli anni tendente al granato.

  • profumo: vinoso, tenue, caratteristico, con note di viola, mora e spezie

  • sapore: vivace, schietto e consistente con una piacevole armonia tra le note fruttate e la struttura

  • gradazione alcolica: 13,5%

  • annata: 2006

 Curiosità:

Il Friuli Isonzo Refosco dal peduncolo rosso è un vino DOCla cui produzione è consentita esclusivamente nella provincia di Gorizia
Il refosco dal peduncolo rosso,vitigno autoctono del Friuli Venezia Giulia, è così chiamato a causa del "pedicello" che tiene l'acino, il quale cambia colore, diventando rosso appunto, poco prima della vendemmia. Ha una produttività abbondante e costante di ottima vigoria. Presenta un grappolo grande, lungo, piramidale, molto alato ma soprattutto spargolo, ossia gli acini sono distanziati tra loro, favorendo il passaggio dell'aria all'interno dello stesso in modo da lasciarlo asciutto e sano. La buccia è molto sottile, consistente di colore blu intenso e pruinosa, ovvero ricoperta di una sostanza biancastra cerosa ricca oltretutto di lieviti.

Si sposa perfettamente con carni magre, selvaggina, formaggi e frutta secca.

Andamento in serata:

Più che in serata, la degustazione è avvenuta in mattinata. Come al solito giustificata dalla presenza graditissima di grandi ospiti. Questa volta abbiamo avuto l'onore della compagnia della moglie di Mr. Torra a Ghettai, produttore del vino che ha dato il nome a questo blog. Un pranzo tra i più piacevoli e succulenti. L'abbinamento, come al solito fuori dagli schemi ma riuscitissimo grazie al pregio della particolare struttura di questo vino, e avvenuto con risotto ai frutti di mare e orata al cartoccio.


Voto: 8


martedì, 03 giugno 2008,21:23
nuragus
  • tipologia: Nuragus di Cagliari, DOC 
  • provenienza: Santadi, Sulcis Iglesiente, Sardegna
  • vinificaziuone: ottenuto dalla pressatura soffice delle uve, decantato statisticamente, viene fatto fermentare in serbatoi in acciaio inox a temperatura controllata (16° 18°C).
  • uvaggio: Nuragus
  • colore:  cristallino, giallo paglierino, sfumature verdognole
  • profumo: brezza di ponente
  • sapore: delicato, morbido e pulito
  • gradazione alcolica: 13,5%
  • annata: 2006

Dall’etichetta:

Vino ottenuto dall'uva più antica della Sardegna, Nuragus. Prodotta dai vignetti a spalliera
nelle colline meglio esposte, accarezzate dalla brezza del mare. Dopo la vinificazione a freddo e maturazione con i suoi lieviti, il nostro nuragus viene imbottigliato precocemente, per poi affinarsi in vetro per qualche mese.
Servito a temperatura fresca, si abbina a carni bianche, formaggi giovani e piatti a base di pesce.
Servirlo ben fresco.

 

Curiosità:

La cantina sociale nata nel 1960 ha da subito puntato all'alta qualità dei vini imbottigliati, rossi in particolare come l'ormai famoso Carignano, senza però dimenticare i vitigni autoctoni a bacca bianca quali il nasco, il Vermentino e il Nuragus.
Di quest'ultimo sembrano sconosciute le Origini, tanto da far ritenere che sia autoctona, nata da qualche seme nei pressi di un nuraghe. In molte località dell'isola quest'uva viene ancora chiamata burda'' (selvatica) nel gergo comune. La massiccia diffusione di questo vitigno va ricercata nella sua rusticità e nella resistenza a molte malattie crittogamiche, nella tardività della ripresa vegetativa, nella adattabilità ad ogni tipo di terreno e, soprattutto, nella sua abbondante fruttificazione. E' l'uva che in Sardegna "chiude la vendemmia'', maturando dopo tutte le altre.

Andamento in serata:

Il vino comprato proprio all'ultimo momento si è dimostrato un buon compagno di serata, atto a festeggiare "conca' appari" gli allori aristici dei due reggenti codesto blog.
Contornato da un risotto alle verdure è stato all'altezza del compito a lui assegnato - dissetare e incoraggiare gli spauriti.
Un grosso complimento alla cantina di Santadi; consigliamo però un buon antivirus a chiunque voglia entrare nel sito (tra l'altro non bellissimo) della prestigiosa cantina, dati molteplici attacchi cibernetici di virus e compagnia cantante.


Voto: 7


Sito:
Cantina  Santadi
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sabato, 19 aprile 2008,15:34
img_isalle
  • tipologia: Cannonau , DOC, V.Q.P.R.D. 
  • provenienza: Dorgali, vigna di Isalle
  • uvaggio: Cannonau 100%
  • colore:  rosso rubino intenso
  • profumo: aroma fruttato e di spezie, ampio
  • sapore: pieno, rotondo e persistente
  • gradazione alcolica: 14%
  • annata: 2006

 

Curiosità:

La cantina di Dorgali è nata nel 1953 e da allora porta avanti un progetto di riqualificazione culturale legato alle tradizioni sarde unite alla sapiente produzione di vino, puntando in particolare sul Cannonau, uva regionale tra le più importanti e preziose per storia e celebrità.
I cambiamenti migliorativi iniziano già dalla vigna, attraverso una diversa cultura e coltura delle produzioni, puntando sulle basse rese per ceppo e programmando tutte le lavorazioni fino alla vendemmia.
Il Cannonau di Sardegna DOC 2006 ha ottenuto l'Oscar Nazionale Qualità Prezzo  del  Gambero Rosso.

Andamento in serata:

Buonissimo vino, perfetto per rilassarsi dopo una lunga giornata di lavoro. Si è abinato perfettamente con delle Crepes ai funghi champignon gratinate al forno, formaggio e salsiccia caserecci. Il gusto forte e deciso fortunatamente non permette di esagerare.

Voto: 7


Sito:
Cantina  Dorgali
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